cosi corti.
ciao, sono simone. i cosi lunghi sono .
l'archivio di questo posto è qui, se premi qui ne leggi uno a caso.
la mia mail è silkeyfoot chiocciola gmail punto com.
Il sale. Il pepe. L’olio. L’aceto.
La vite è l’albero dell’aceto, ci sono gli ulivi e c’è l’albero del pepe, basso e storto, chicchi rossi da piangere e starnutire. Il sale, no. Il sale non cresce mica sugli alberi (il sale è come i soldi). I soldi non sono come il grano, nemmeno il sale è come il grano (niente è come il grano), il sale non cresce sugli alberi, il sale non cresce nei campi, il sale non piove dal cielo. Il sale, lo sanno tutti: il sale cresce nel mare. Anzi, non cresce: il sale era già lì, confuso e invisibile come acqua nell’acqua. Nella profondità delle rocce il sale della terra si dà in forma di muffa e fa bene, la muffa fa bene, nella muffa c’è l’acqua e la medicina. Il sale dà sapore, sapere e tanti giochi si possono fare con la pasta di sale: omini che si prendono per mano e scavano il mare per trovare dentro l’acqua il sale.

toh, sono finito nel jukebooks di quintadicopertina.

quintadicopertina è una casa editrice digitale che quasi due anni fa mi chiese un racconto da inserire in questo progetto chiamato jukebooks, in cui se ho capito bene c’è una serie di racconti in digitale e tu puoi farti la tua compilation e crearti un ebook con i tuoi racconti preferiti. io stavo chiudendo il mio vecchio libro, quello col piede, e non riuscivo a pensare ad altro che non fosse il mio vecchio libro, quello col piede, e allora mandai questo racconto, quello col sale, il pepe, l’olio, l’aceto, quello con cui chiudevamo i reading del mio vecchio libro, quello col piede. è un racconto a cui sono molto affezionato, per usare un eufemismo.

se volete incontrare i ragazzi di quinta di copertina, giovedì 14 ottobre parlano dei jukebooks allo zammù di bologna.

se vi fa fatica leggere tutto il racconto, c’è sempre l’elena.

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